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sabato 5 luglio 2014

Arriva l’Imposta Comunale Unica: sarà un autunno caldo?

Arriva la nuova IUC (Imposta Unica Comunale), e sembra che i Novigliesi abbiano anche quest’anno di che preoccuparsi. Cambiano i nomi, ma non la sostanza, dal momento che la nuova tassa è semplicemente l’accorpamento di imposte che già conosciamo fin troppo bene: l’IMU, ovvero l’imposta patrimoniale legata al possesso di immobili; la TARI (la vecchia TARES), ovvero la tassa sui rifiuti, destinata a finanziare i costi del servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti, che è a carico dell'utilizzatore; e a queste si aggiunge il nuovo tributo per i servizi indivisibili (TASI), a carico sia del possessore che dell'utilizzatore dell'immobile. Il Comune di Noviglio ha recentemente approvato il regolamento della nuova IUC e a breve sapremo che cosa ci aspetta.

Confermate le aliquote, e le relative detrazioni, per quanto riguarda l’IMU (0,96% aliquota base, 0,45% per le abitazioni principali di categoria A1, A8 e A9): l’abitazione principale non di lusso è, come noto, esente dal pagamento dell’IMU. Naturalmente, come negli anni scorsi, ad essere colpiti pesantemente dall’imposta saranno ancora una volta le attività economiche e i possessori di seconde case.

Per quanto riguarda la TASI, si prevede un’aliquota dell’1 per mille sia per le abitazioni principali e relative pertinenze, sia per tutte le altre tipologie di immobili. Considerando che la legge dispone che la somma delle aliquote della TASI E dell’IMU per ciascuna tipologia di immobile non possa superare il 10,6 per mille, partendo dal 9,6 per mille di aliquota base IMU siamo di fatto al livello massimo consentito. Viene comunque prevista una detrazione del 25% per i soggetti che presentano un reddito famigliare ISEE uguale o minore all’importo considerato “minimo vitale” (non ben precisato in Delibera). Con questa nuova imposta il Comune raccoglierà le somme per coprire meno della metà dei cosiddetti “servizi indivisibili”, tra cui: 150mila Euro per l’illuminazione pubblica, 187mila Euro per la sicurezza pubblica, 18mila Euro per la biblioteca, 4mila Euro per un “ufficio relazioni con il pubblico”.

Preoccupa anche la TARI, la "nuova" tassa sui rifiuti, con la quale il Comune dovrà coprire circa 500mila Euro di costi per l’igiene urbana, andandoli a pescare per oltre l’80% dalle utenze domestiche, ovvero dalle nostre famiglie. Confermate le aliquote sulla parte variabile e questo, grazie ad una piccola riduzione del budget totale della spesa, dovrebbe mantenere l’imposta ai livelli dello scorso anno. Il che, è bene ricordarlo, non è un di per sé un fatto positivo, tenuto conto che proprio nel 2013 avevamo riscontrato un incremento - rispetto alla tassa rifiuti dell'anno precedente - che andava dal 46% e 65% rispettivamente per le famiglie con due e tre componenti al 122% per i nuclei familiari più numerosi. Il tutto nel quadro di livelli impositivi decisamente più alti rispetto a quelli dei Comuni vicini al nostro, con un servizio di igiene urbana analogo (e anzi, come ci segnalano alcuni cittadini, con una piattaforma ecologica in meno, unici in tutto il bacino della SASOM). L’unica certezza, per ora, è che la TARI si pagherà in due rate, entro il 30 settembre e il 30 novembre 2014, oppure entro il 31 ottobre 2014 in un’unica soluzione.


Aspettando le scadenze e le consuete, interminabili code in posta, staremo a vedere.

giovedì 23 gennaio 2014

Vendesi paese disperatamente...

Continua la crisi dell’immobiliare nel nostro disastrato e malconcio Paese: dopo sette anni col segno meno e un nuovo calo del 20%, il 2013 si è concluso con le compravendite ai minimi storici, la domanda interna è fiaccata dal clima di sfiducia generale, dalla precarietà dei giovani, dall’incapacità delle famiglie di risparmiare, dal triste “balletto” delle imposte e delle patrimoniali più o meno occulte sulla casa, che aggrediscono i capitali accumulati e, se non bastasse, accedere al credito per l’acquisto di un immobile ormai è diventato un privilegio per pochi eletti, se pensiamo che i mutui concessi si sono dimezzati in cinque anni. Un campo di battaglia, che sta lasciando sul campo migliaia di abitazioni nuove invendute: e se c’è del nuovo a prezzi stracciati, figuriamoci come si può piazzare sul mercato un appartamento usato. In una nazione di proprietari di casa, in cui il mattone è sempre stato considerato il “bene rifugio” per eccellenza, sembra che ci stiamo avvitando sempre di più in questa crisi, spesso anche facendoci del male da soli.

A Noviglio il quadro appare alquanto allarmante. Secondo i dati forniti da Immobiliare.it, nel mese di dicembre 2013 per gli immobili residenziali in vendita nel nostro territorio sono stati richiesti in media 1.751 Euro per metro quadro, contro i 1.921 Euro registrati nel mese di dicembre 2012: una diminuzione del 8,85% in un solo anno. Considerando che, in base ai dati utilizzati dal Comune per il conto della TARES, lo stock residenziale di Noviglio ammonta a 226.836 metri quadrati di superfici (1.668 unità abitative, per una media di 136 mq ciascuna), in un solo anno il nostro territorio e i suoi abitanti si sono visti scivolare via dal loro patrimonio, considerando solo le case, circa 40 milioni di euro. Diciamo circa 9.000 euro a testa, neonati inclusi.

L’andamento dei prezzi è una cartina di tornasole molto efficace per capire l’attrattività di un territorio. Se questo piace, diventa competitivo, ed è reputato un investimento sufficientemente sicuro da parte di un potenziale compratore (che è quindi un investitore, esattamente come un broker alla Borsa valori che deve scegliere su quale titolo o azione scommettere): le case si vendono e il prezzo medio tendenzialmente risale, sostenuto dalla domanda, fino ad esplodere quando la domanda è talmente forte che l’offerta non è sufficiente a soddisfarla. Se la mia casa non interessa a nessuno, non mi resterà che fare i saldi: il prezzo medio, in questo modo, precipita. 

Ci si può chiedere perché un territorio tanto ricco di storia, natura, paesaggi incantevoli, altamente accessibile grazie al collegamento autostradale, e a due passi da Milano, dove nei primi anni Duemila c’era la coda di giovani coppie disposte a trasferirsi, oggi versi in una fase di stagnazione, e abbia perso tutto il suo potenziale attrattivo. La risposta non è semplice, ci sono molti fattori in gioco: ma chi ha una casa sul mercato, e sono molti in questo momento quelli che tentano la fuga, sa benissimo quanto il degrado dello spazio pubblico, la costante assenza di sicurezza, la mancanza cronica di servizi e luoghi di aggregazione, la presenza di opere incompiute che dequalificano tutto il contesto (vedi il “cratere” nel bel mezzo di Mairano), pesino su una decisione tanto importante quanto quella di “investire su un territorio”, comprandovi una casa, da parte di un potenziale compratore. Tanto più in un momento come quello attuale, dove chi ha possibilità di investire, ha a disposizione un’ampia scelta: meglio spendere qualcosa in più in un Comune verde, accogliente, coi servizi sotto casa, attrezzato, senza arredi divelti e pavimentazioni sconquassate, con opportunità di lavoro e svago, destinato a svilupparsi nel futuro, oppure andare al massimo ribasso e rischiare di restare bloccati nel pantano di un territorio senza via d’uscita?

La cosa che preoccupa, è l’analisi dei competitors, ovvero degli altri comuni della zona: tolta qualche puntuale eccezione (come Rosate, che perde oltre il 12%), il calo dei prezzi è notevolmente minore che a Noviglio (-6,7% a Motta Visconti, -6,3% a Gaggiano, -6,1% a Rozzano, -5,5% a Certosa di Pavia), ma di norma è pari a circa la metà (-4,6% a Binasco, -3,8% a Casarile, - 2,9% a Vernate, -2,7% a Borgarello). A Zibido San Giacomo, addirittura, si ferma a quota -1,7%. In ogni caso, il raffronto con la media provinciale (globalmente, -4%) è impietoso. 

Che fare dunque? Avete presente la trasmissione “Vendo casa disperatamente” in onda su RealTime? Cosa si fa per sbloccare una vendita apparentemente impossibile e valorizzarla in termini economici? Si tinteggia, si riordina, si valorizzano i punti di forza e si trovano soluzioni per mimetizzare quello che può spaventare un acquirente. Ma una casa non si può spostare: il contesto è altrettanto importante, soprattutto per una giovane coppia che lascia la città alla ricerca di un luogo e di una vita migliore.

I cittadini, e non solo quelli che sanno di cosa parliamo perché hanno appena messo in vendita la loro casa, alcuni a metà del prezzo a cui l’hanno comprata, devono cominciare a rendersi conto che un paese esteticamente gradevole, ordinato, vivibile e attrezzato, e soprattutto sicuro, non è un vezzo per intenditori, ma una necessità primaria. Nelle nostre case abbiamo investito tutto, e quei 40 milioni di euro persi in un anno non sono soldi virtuali, ma i nostri risparmi, e l’eredità che lasceremo ai nostri figli, insieme a questo territorio. Quando capiremo che è questa la nostra vera ricchezza da salvaguardare, e della quale chiedere conto a chi negli anni non ha saputo accompagnare l’espansione di questo paese con soluzioni per renderlo più bello e vivibile, consentendo il degrado e l’abbandono di interi quartieri? Non le feste, non un bel municipio tirato a nuovo, ma lo spazio pubblico, le piazze, i servizi e la sicurezza dei cittadini. Partiamo da lì, per tornare a crescere dopo dieci anni di stagnazione e a credere nella scommessa che in tanti abbiamo fatto su questo paese.

Qual è la priorità per la sicurezza stradale sul territorio di Noviglio?

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