Da circa un mese si sono chiuse le iscrizioni all’anno scolastico 2015/2016, e presto sapremo se il trend della “fuga dei bambini” dalla scuola di Noviglio è destinato a proseguire. Nonostante rappresenti una delle voci più importanti del bilancio comunale (tra servizi, diritto allo studio, manutenzione immobili e utenze, refezione scolastica, vale circa il 15% del totale delle uscite), a causa degli scarsi investimenti negli ultimi anni, le scuole di Noviglio risultano oggi poco “attrattive”, e ciò ha portato alcuni genitori a decidere di iscrivere i propri figli fuori dal territorio comunale, anche a costo di dover affrontare maggiori costi di trasferta.
Dal 2013 è stato creato un istituto scolastico unico che comprende le scuole dell’infanzia, primaria e secondaria di primo grado di Noviglio e del Comune (non confinante) di Casarile. La sorpresa arriva consultando i dati pubblicati sul sito dell’Istituto comprensivo di Noviglio-Casarile e facendo una comparazione tra le due realtà, che presentano un numero di abitanti e nuclei familiari ed un reddito medio procapite molto simili.
I numeri degli anni precedenti, indicano che il 25% dei bambini che hanno l’età per frequentare la scuola primaria è iscritto fuori Noviglio (risultano iscritti 222 su 297 residenti). A Casarile i bambini residenti iscritti fuori dal territorio comunale è solo del 5% (211 su 223 residenti). Analizzando i numeri delle classi prime dell’anno scolastico in corso, emerge come a Noviglio 10 bambini su i 62 residenti sono iscritti fuori dal comune, mentre a Casarile il numero degli iscritti supera il numero dei residenti (45 iscritti su 28 residenti).
Anche per le altre scuole la situazione non è migliore, dato che presso la scuola dell’infanzia circa il 29% dei genitori preferiscono tenere i bambini a casa oppure non scelgono la struttura di Noviglio (risultano iscritti solo 144 bambini su 202 residenti), mentre a Casarile la percentuale è del 4% (134 iscritti su 139 bambini residenti). Per completare l’analisi, abbiamo preso in considerazione anche i dati della scuola secondaria di primo grado. In questo caso la differenza tra Noviglio e Casarile se pur evidente è meno ampia, perché a Noviglio la percentuale di ragazzi che frequentano fuori comune è circa del 24% (126 su 165), mentre a Casarile è circa del 14% (124 su 143). Parlando con molti di genitori, abbiamo avuto conferma che il problema esiste. Eccome.
Per cercare le cause di questo fenomeno è sufficiente andare a leggere il Piano dell'Offerta Formativa (P.O.F) pubblicato sul sito dell’Istituto Comprensivo, dove vengono descritte le strutture scolastiche e le attrezzature in dotazione. Casarile, realtà molto simile a Noviglio e come questa soggetta al tanto invocato Patto di Stabilità, ha messo in campo politiche a favore dei giovani non solo a livello scolastico ma anche per il tempo libero; inoltre ha molte più strutture, e gli istituti sono meglio strutturati, per cui riescono a garantire una migliore offerta formativa, al passo con le esigenze dei ragazzi e dei genitori.
Durante l’incontro di orientamento del nuovo anno scolastico fatto il 10 gennaio destinato ai genitori dei bambini che a settembre inizieranno la scuola primaria, oltre alla descrizione delle attività didattiche (dove è apparsa una reale differenza tra gli istituti di Noviglio e Casarile) è emerso che il nostro comune ha anche una percentuale molto più bassa di insegnanti di ruolo (durante l’incontro si parlava del 49% contro oltre il 70%).
A settembre i bambini residenti a Noviglio che in teoria dovranno iniziare la scuola sono 76, vedremo quanti saranno i bambini che in realtà andranno a formare le classi prime. Chi scrive è uno dei papà che a settembre vivrà l’emozione di vedere la propria figlia affrontare un traguardo importante come il primo giorno di scuola, ma anche i dubbi di un padre che oggi guarda con preoccupazione alla totale assenza di prospettive per i giovani, la cronica assenza di spazi e strutture dedicati agli adolescenti, l’inadeguatezza dei pochi siti per il gioco dei bambini e per la pratica delle attività sportive e ricreative. Sì, purtroppo Noviglio sembra davvero un paese per vecchi .......
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mercoledì 1 aprile 2015
giovedì 19 febbraio 2015
Convenzioni locali: il Comune dalla parte del cittadino
In un periodo di ristrettezze economiche come quello attuale, che vede le famiglie duramente colpite dalla crisi, risulta sempre più complicato per i comuni erogare direttamente servizi e facilitazioni ai
propri cittadini, e sembra che l’ostacolo imposto dal patto di stabilità
precluda qualsiasi iniziativa in questo senso da parte delle amministrazioni locali.
In realtà basta
andare a curiosare nei siti web dei comuni vicini per scoprire che con un po'di
impegno e di spirito di iniziativa, sfruttando le possibilità offerte sia da
società pubbliche che private di stipulare convenzioni, è possibile offrire ai
cittadini servizi e facilitazioni che possono essere estremamente utili.
Andando a verificare, per esempio, sul sito di ATM, l'Azienda Trasporti Milanese, emerge
che è possibile per i comuni stipulare una convenzione a costo zero che
permette sia agli studenti che ai lavoratori che usufruiscono tutti i giorni
dei mezzi pubblici o dei parcheggi di interscambio di avere sconti sugli abbonamenti. Per la stipula della convenzione
è sufficiente una semplice deliberazione, come dimostra il caso del Comune di Motta Visconti.
A questo proposito nei giorni scorsi il Comitato ha trasmesso al Sindaco una lettera (vedi immagine a fianco) proponendo l'attivazione di una convenzione con ATM e, con l'occasione, chiarimenti in merito all'attuale situazione del trasporto pubblico locale e ai collegamenti tra il nostro territorio e Milano.
A questo proposito nei giorni scorsi il Comitato ha trasmesso al Sindaco una lettera (vedi immagine a fianco) proponendo l'attivazione di una convenzione con ATM e, con l'occasione, chiarimenti in merito all'attuale situazione del trasporto pubblico locale e ai collegamenti tra il nostro territorio e Milano.
Sempre andando a curiosare sui siti dei comuni vicini, si
può trovare come una semplice convenzione che il comune può stipulare è
possibile risolvere in maniera efficiente ed economica, sfruttando le "economie di scala" tipiche di un'azione di squadra, anche il problema del collegamento ad
internet. Per esempio a Gudo Visconti, grazie ad un accordo tra l'ente locale ed un operatore privato del settore, è possibile usufruire a prezzi vantaggiosi di un servizio di collegamento ad internet
con la banda ultralarga grazie alla trasmissione wireless in tutto il
territorio comunale sia per i privati che per gli uffici pubblici.
Questi sono solo alcuni esempi, perchè grazie alle
convenzioni è possibile offrire una grande quantità di servizi, che vanno
dall’assistenza agli anziani, alla creazione di servizi di prelievo
del sangue direttamente sul territorio comunale, alla convenzione con medici
veterinari per i nostri amici pelosi. Le possibilità sono veramente tante, basta
un po' di spirito di iniziativa...
domenica 1 febbraio 2015
Soldi pubblici: facciamoci i conti in tasca!
Sai
davvero come il tuo Comune usa i tuoi soldi? E quante sono le risorse che il
Comune ha a budget e spende ogni anno per garantirci i servizi fondamentali? E
ancora: è vero che non ci sono margini di risparmio e, anzi, che “non ci sono
soldi” neanche per le cose più importanti?
Ce lo svelano le interessanti elaborazioni del portale
“SoldiPubblici Reloaded” (consulta il sito internet), sviluppate a partire dalla
corposa mole di dati messa a disposizione dal Governo e online da dicembre
2014: un lavoro a nostro avviso estremamente utile, che mira a restituire in
maniera chiara e, soprattutto, tangibile, un tema complesso come quello del
bilancio della pubblica amministrazione. Il Comitato ha analizzato i dati
relativi al Comune di Noviglio, tentando di semplificarli ulteriormente
attraverso macroaree tematiche, e i risultati sono suggestivi e comunque
estremamente interessanti.
Innanzitutto, la spesa complessiva del Comune: 760 Euro
l’anno a persona, bambini inclusi (4.286 abitanti). La voce più preponderante messa
a budget è ovviamente quella dei servizi ai cittadini: 174 Euro a persona, poco
meno di un quarto del totale. Sono in media 80 Euro l’anno a persona quelli
destinati a coprire le spese per la nettezza urbana (circa 10% dell’intero
bilancio comunale) e ben 32 quelli per la bolletta elettrica e l’illuminazione
pubblica. Altri 80 Euro l’anno sono necessari per il cosiddetto “welfare”
(scuola e sostegni alle famiglie): di questi, circa 70 riguardano la mensa
scolastica, che da sola comporta un budget di ben 295mila Euro sui 3,2 milioni
di Euro totali. Budget cospicuo anche
per immobili e manutenzioni: altri 110 Euro a testa (14,5%).
Un altro quarto della “torta” comprende i costi del
personale, oltre 125 Euro a persona (17%), che comprendono anche contributi e
straordinari, lavoro interinale e consulenze (che da sole superano i 45mila
Euro complessivi). Non trascurabili i “costi della politica”, pari ogni anno a
circa 17 Euro a testa, di cui 8,3 Euro per le sole indennità degli organi
politici. La gestione ordinaria dell’ente (utenze, riscaldamento, cancelleria,
telefonia, servizi postali,…) costa al contribuente ben 48 Euro all’anno: si va
dai 3 euro a testa per far funzionare i
telefoni ai 6 per i servizi di pulizie.
Circa 78 Euro l’anno, circa un decimo del bilancio, il
Comune di Noviglio lo versa ad altri enti e all’Unione di Comuni, per
l’erogazione di specifici servizi (pensiamo alla sicurezza pubblica) che non
riesce a gestire in autonomia. Altri 72 Euro a testa sono spesi per il rimborso di interessi passivi e mutui. L’anno scorso abbiamo inoltre “investito” la ben 65
Euro a testa per sentenze sfavorevoli e spese legali.
giovedì 23 gennaio 2014
Vendesi paese disperatamente...
Continua la crisi dell’immobiliare nel nostro disastrato e malconcio Paese: dopo sette anni col segno meno e un nuovo calo del 20%, il 2013 si è concluso con le compravendite ai minimi storici, la domanda interna è fiaccata dal clima di sfiducia generale, dalla precarietà dei giovani, dall’incapacità delle famiglie di risparmiare, dal triste “balletto” delle imposte e delle patrimoniali più o meno occulte sulla casa, che aggrediscono i capitali accumulati e, se non bastasse, accedere al credito per l’acquisto di un immobile ormai è diventato un privilegio per pochi eletti, se pensiamo che i mutui concessi si sono dimezzati in cinque anni. Un campo di battaglia, che sta lasciando sul campo migliaia di abitazioni nuove invendute: e se c’è del nuovo a prezzi stracciati, figuriamoci come si può piazzare sul mercato un appartamento usato. In una nazione di proprietari di casa, in cui il mattone è sempre stato considerato il “bene rifugio” per eccellenza, sembra che ci stiamo avvitando sempre di più in questa crisi, spesso anche facendoci del male da soli.
A Noviglio il quadro appare alquanto allarmante. Secondo i dati forniti da Immobiliare.it, nel mese di dicembre 2013 per gli immobili residenziali in vendita nel nostro territorio sono stati richiesti in media 1.751 Euro per metro quadro, contro i 1.921 Euro registrati nel mese di dicembre 2012: una diminuzione del 8,85% in un solo anno. Considerando che, in base ai dati utilizzati dal Comune per il conto della TARES, lo stock residenziale di Noviglio ammonta a 226.836 metri quadrati di superfici (1.668 unità abitative, per una media di 136 mq ciascuna), in un solo anno il nostro territorio e i suoi abitanti si sono visti scivolare via dal loro patrimonio, considerando solo le case, circa 40 milioni di euro. Diciamo circa 9.000 euro a testa, neonati inclusi.
L’andamento dei prezzi è una cartina di tornasole molto efficace per capire l’attrattività di un territorio. Se questo piace, diventa competitivo, ed è reputato un investimento sufficientemente sicuro da parte di un potenziale compratore (che è quindi un investitore, esattamente come un broker alla Borsa valori che deve scegliere su quale titolo o azione scommettere): le case si vendono e il prezzo medio tendenzialmente risale, sostenuto dalla domanda, fino ad esplodere quando la domanda è talmente forte che l’offerta non è sufficiente a soddisfarla. Se la mia casa non interessa a nessuno, non mi resterà che fare i saldi: il prezzo medio, in questo modo, precipita.
Ci si può chiedere perché un territorio tanto ricco di storia, natura, paesaggi incantevoli, altamente accessibile grazie al collegamento autostradale, e a due passi da Milano, dove nei primi anni Duemila c’era la coda di giovani coppie disposte a trasferirsi, oggi versi in una fase di stagnazione, e abbia perso tutto il suo potenziale attrattivo. La risposta non è semplice, ci sono molti fattori in gioco: ma chi ha una casa sul mercato, e sono molti in questo momento quelli che tentano la fuga, sa benissimo quanto il degrado dello spazio pubblico, la costante assenza di sicurezza, la mancanza cronica di servizi e luoghi di aggregazione, la presenza di opere incompiute che dequalificano tutto il contesto (vedi il “cratere” nel bel mezzo di Mairano), pesino su una decisione tanto importante quanto quella di “investire su un territorio”, comprandovi una casa, da parte di un potenziale compratore. Tanto più in un momento come quello attuale, dove chi ha possibilità di investire, ha a disposizione un’ampia scelta: meglio spendere qualcosa in più in un Comune verde, accogliente, coi servizi sotto casa, attrezzato, senza arredi divelti e pavimentazioni sconquassate, con opportunità di lavoro e svago, destinato a svilupparsi nel futuro, oppure andare al massimo ribasso e rischiare di restare bloccati nel pantano di un territorio senza via d’uscita?
La cosa che preoccupa, è l’analisi dei competitors, ovvero degli altri comuni della zona: tolta qualche puntuale eccezione (come Rosate, che perde oltre il 12%), il calo dei prezzi è notevolmente minore che a Noviglio (-6,7% a Motta Visconti, -6,3% a Gaggiano, -6,1% a Rozzano, -5,5% a Certosa di Pavia), ma di norma è pari a circa la metà (-4,6% a Binasco, -3,8% a Casarile, - 2,9% a Vernate, -2,7% a Borgarello). A Zibido San Giacomo, addirittura, si ferma a quota -1,7%. In ogni caso, il raffronto con la media provinciale (globalmente, -4%) è impietoso.
Che fare dunque? Avete presente la trasmissione “Vendo casa disperatamente” in onda su RealTime? Cosa si fa per sbloccare una vendita apparentemente impossibile e valorizzarla in termini economici? Si tinteggia, si riordina, si valorizzano i punti di forza e si trovano soluzioni per mimetizzare quello che può spaventare un acquirente. Ma una casa non si può spostare: il contesto è altrettanto importante, soprattutto per una giovane coppia che lascia la città alla ricerca di un luogo e di una vita migliore.
I cittadini, e non solo quelli che sanno di cosa parliamo perché hanno appena messo in vendita la loro casa, alcuni a metà del prezzo a cui l’hanno comprata, devono cominciare a rendersi conto che un paese esteticamente gradevole, ordinato, vivibile e attrezzato, e soprattutto sicuro, non è un vezzo per intenditori, ma una necessità primaria. Nelle nostre case abbiamo investito tutto, e quei 40 milioni di euro persi in un anno non sono soldi virtuali, ma i nostri risparmi, e l’eredità che lasceremo ai nostri figli, insieme a questo territorio. Quando capiremo che è questa la nostra vera ricchezza da salvaguardare, e della quale chiedere conto a chi negli anni non ha saputo accompagnare l’espansione di questo paese con soluzioni per renderlo più bello e vivibile, consentendo il degrado e l’abbandono di interi quartieri? Non le feste, non un bel municipio tirato a nuovo, ma lo spazio pubblico, le piazze, i servizi e la sicurezza dei cittadini. Partiamo da lì, per tornare a crescere dopo dieci anni di stagnazione e a credere nella scommessa che in tanti abbiamo fatto su questo paese.
A Noviglio il quadro appare alquanto allarmante. Secondo i dati forniti da Immobiliare.it, nel mese di dicembre 2013 per gli immobili residenziali in vendita nel nostro territorio sono stati richiesti in media 1.751 Euro per metro quadro, contro i 1.921 Euro registrati nel mese di dicembre 2012: una diminuzione del 8,85% in un solo anno. Considerando che, in base ai dati utilizzati dal Comune per il conto della TARES, lo stock residenziale di Noviglio ammonta a 226.836 metri quadrati di superfici (1.668 unità abitative, per una media di 136 mq ciascuna), in un solo anno il nostro territorio e i suoi abitanti si sono visti scivolare via dal loro patrimonio, considerando solo le case, circa 40 milioni di euro. Diciamo circa 9.000 euro a testa, neonati inclusi.
L’andamento dei prezzi è una cartina di tornasole molto efficace per capire l’attrattività di un territorio. Se questo piace, diventa competitivo, ed è reputato un investimento sufficientemente sicuro da parte di un potenziale compratore (che è quindi un investitore, esattamente come un broker alla Borsa valori che deve scegliere su quale titolo o azione scommettere): le case si vendono e il prezzo medio tendenzialmente risale, sostenuto dalla domanda, fino ad esplodere quando la domanda è talmente forte che l’offerta non è sufficiente a soddisfarla. Se la mia casa non interessa a nessuno, non mi resterà che fare i saldi: il prezzo medio, in questo modo, precipita.
Ci si può chiedere perché un territorio tanto ricco di storia, natura, paesaggi incantevoli, altamente accessibile grazie al collegamento autostradale, e a due passi da Milano, dove nei primi anni Duemila c’era la coda di giovani coppie disposte a trasferirsi, oggi versi in una fase di stagnazione, e abbia perso tutto il suo potenziale attrattivo. La risposta non è semplice, ci sono molti fattori in gioco: ma chi ha una casa sul mercato, e sono molti in questo momento quelli che tentano la fuga, sa benissimo quanto il degrado dello spazio pubblico, la costante assenza di sicurezza, la mancanza cronica di servizi e luoghi di aggregazione, la presenza di opere incompiute che dequalificano tutto il contesto (vedi il “cratere” nel bel mezzo di Mairano), pesino su una decisione tanto importante quanto quella di “investire su un territorio”, comprandovi una casa, da parte di un potenziale compratore. Tanto più in un momento come quello attuale, dove chi ha possibilità di investire, ha a disposizione un’ampia scelta: meglio spendere qualcosa in più in un Comune verde, accogliente, coi servizi sotto casa, attrezzato, senza arredi divelti e pavimentazioni sconquassate, con opportunità di lavoro e svago, destinato a svilupparsi nel futuro, oppure andare al massimo ribasso e rischiare di restare bloccati nel pantano di un territorio senza via d’uscita?La cosa che preoccupa, è l’analisi dei competitors, ovvero degli altri comuni della zona: tolta qualche puntuale eccezione (come Rosate, che perde oltre il 12%), il calo dei prezzi è notevolmente minore che a Noviglio (-6,7% a Motta Visconti, -6,3% a Gaggiano, -6,1% a Rozzano, -5,5% a Certosa di Pavia), ma di norma è pari a circa la metà (-4,6% a Binasco, -3,8% a Casarile, - 2,9% a Vernate, -2,7% a Borgarello). A Zibido San Giacomo, addirittura, si ferma a quota -1,7%. In ogni caso, il raffronto con la media provinciale (globalmente, -4%) è impietoso.
Che fare dunque? Avete presente la trasmissione “Vendo casa disperatamente” in onda su RealTime? Cosa si fa per sbloccare una vendita apparentemente impossibile e valorizzarla in termini economici? Si tinteggia, si riordina, si valorizzano i punti di forza e si trovano soluzioni per mimetizzare quello che può spaventare un acquirente. Ma una casa non si può spostare: il contesto è altrettanto importante, soprattutto per una giovane coppia che lascia la città alla ricerca di un luogo e di una vita migliore.I cittadini, e non solo quelli che sanno di cosa parliamo perché hanno appena messo in vendita la loro casa, alcuni a metà del prezzo a cui l’hanno comprata, devono cominciare a rendersi conto che un paese esteticamente gradevole, ordinato, vivibile e attrezzato, e soprattutto sicuro, non è un vezzo per intenditori, ma una necessità primaria. Nelle nostre case abbiamo investito tutto, e quei 40 milioni di euro persi in un anno non sono soldi virtuali, ma i nostri risparmi, e l’eredità che lasceremo ai nostri figli, insieme a questo territorio. Quando capiremo che è questa la nostra vera ricchezza da salvaguardare, e della quale chiedere conto a chi negli anni non ha saputo accompagnare l’espansione di questo paese con soluzioni per renderlo più bello e vivibile, consentendo il degrado e l’abbandono di interi quartieri? Non le feste, non un bel municipio tirato a nuovo, ma lo spazio pubblico, le piazze, i servizi e la sicurezza dei cittadini. Partiamo da lì, per tornare a crescere dopo dieci anni di stagnazione e a credere nella scommessa che in tanti abbiamo fatto su questo paese.
domenica 1 settembre 2013
Fusione di Comuni: politica e senso di responsabilità
Millecinquecentoquarantasei: questo è il numero di Comuni in cui è frazionato il territorio della Lombardia, in media uno ogni 6.600 abitanti. La situazione, va da sé, è abbastanza allarmante, se si considera che oltre tre quarti di questi Comuni conta una popolazione inferiore ai 5.000 abitanti, più della metà sta sotto i 3.000, e addirittura un quarto (358 comuni, pari al 23,2% del totale regionale) si colloca incredibilmente al di sotto della "soglia psicologica" dei mille, con paradossali situazioni di località con poche decine di abitanti (vedasi Pedesina, Sondrio, con la bellezza di 33 abitanti, sindaco incluso).
A una prima, laica analisi del problema, sembra che, per quanto piccolo ed insignificante, un Comune goda, a prescindere da tutto e da tutti, di un “diritto divino” ad esistere, anche se, per forza di cose (ed ora lo prevede anche la legge), è ormai costretto ad affidare a terzi o mettere in comune con altre piccole realtà servizi e funzioni fondamentali: una scatola sempre più vuota, dunque, in uno scenario assolutamente fuori controllo e disordinato. Sovrapposizioni, servizi a singhiozzo per mancanza di personale, funzioni spalmate su decine di centri di competenza diversi, sindaci di professione, rimborsi a pioggia e gettoni di presenza: un’inefficienza tipicamente italiana, che costa, secondo alcune stime, circa 800 miliardi di euro l’anno. Il quadro sta diventando sempre più allarmante a causa della crisi: meno budget, in Italia, significa esclusivamente tagli lineari e aumento delle tasse locali... ma guai a chi tocca il diritto divino alla propria “indipendenza comunale”.
Ecco, allora, la risposta della politica. Per ridurre i costi dei Comuni, si crea un nuovo Ente. Incalzati, come detto, dalla legge, i Comuni corrono scompostamente ai ripari, dando vita a fantasiose "Unioni di Comuni", tenute insieme più dalla fretta, dalla stima personale, da situazioni contingenti come la condivisione di un dipendente e dalle affinità politiche, oltre che dal "caso" o dal "fato", che da una reale logica di riorganizzazione territoriale ed efficientamento dei costi. Senza chiedere nulla a nessuno, sono nate Unioni tra Comuni che non solo non confinano neanche tra loro, ma i cui municipi distano decine di chilometri: patti scellerati ma vincolanti per periodi che vanno ben oltre i singoli mandati elettorali, e dai quali si esce solo pagando dazio. Una bella responsabilità nei confronti dei cittadini.
Una possibile alternativa alla finzione delle Unioni? Creare sì un nuovo Comune, ma sopprimere quelli di partenza. La "fusione di Comuni" consiste nell’accorpamento di uno o più amministrazioni, che vengono quindi a sparire dalla cartina geografica come Enti autonomi, in una nuova entità comunale, più grande, più vitale, più autosufficiente, in grado di offrire direttamente tutti i servizi a cui i cittadini contribuiscono con le tasse, tagliando in maniera stavolta davvero importante le inefficienze legate all’errata allocazione di risorse (si pensi solo a sedi e mezzi) e al personale, anche senza rinunciare alla presenza sul territorio. Ma anche, e soprattutto, abbattendo drasticamente i costi (e gli interessi) della lobby politica locale. Ed è questo il motivo per cui finora questa possibilità, prevista fin dalle origini dall’ordinamento degli enti locali, è stata poco praticata: molto meglio alimentare il campanilismo, agitando lo spettro della perdita dell’autonomia municipale per conservare il cadreghino in qualche municipio sperduto.
Regione Lombardia ha recentemente adottato una risoluzione per semplificare le procedure di fusione di Comuni. Il provvedimento intende garantire il più ampio coinvolgimento delle popolazioni interessate attraverso strumenti di partecipazione diretta e informazioni relative alle procedure di fusione proposta e prevede di realizzare in un’unica giornata la grande maggioranza delle consultazioni referendarie (referendum day) per consentire anche un’ampia risonanza sul tema. Sono già 11 le fusioni in cantiere, che riguardano una cinquantina di Comuni lombardi. E' appena il caso di dire che non solo la fusione garantisce risparmi istantanei grazie alla razionalizzazione dei costi, ma che la legge prevede cospicui incentivi economici agli Enti che nasceranno secondo questo processo di aggregazione. Altro che Unione...
A una prima, laica analisi del problema, sembra che, per quanto piccolo ed insignificante, un Comune goda, a prescindere da tutto e da tutti, di un “diritto divino” ad esistere, anche se, per forza di cose (ed ora lo prevede anche la legge), è ormai costretto ad affidare a terzi o mettere in comune con altre piccole realtà servizi e funzioni fondamentali: una scatola sempre più vuota, dunque, in uno scenario assolutamente fuori controllo e disordinato. Sovrapposizioni, servizi a singhiozzo per mancanza di personale, funzioni spalmate su decine di centri di competenza diversi, sindaci di professione, rimborsi a pioggia e gettoni di presenza: un’inefficienza tipicamente italiana, che costa, secondo alcune stime, circa 800 miliardi di euro l’anno. Il quadro sta diventando sempre più allarmante a causa della crisi: meno budget, in Italia, significa esclusivamente tagli lineari e aumento delle tasse locali... ma guai a chi tocca il diritto divino alla propria “indipendenza comunale”. Ecco, allora, la risposta della politica. Per ridurre i costi dei Comuni, si crea un nuovo Ente. Incalzati, come detto, dalla legge, i Comuni corrono scompostamente ai ripari, dando vita a fantasiose "Unioni di Comuni", tenute insieme più dalla fretta, dalla stima personale, da situazioni contingenti come la condivisione di un dipendente e dalle affinità politiche, oltre che dal "caso" o dal "fato", che da una reale logica di riorganizzazione territoriale ed efficientamento dei costi. Senza chiedere nulla a nessuno, sono nate Unioni tra Comuni che non solo non confinano neanche tra loro, ma i cui municipi distano decine di chilometri: patti scellerati ma vincolanti per periodi che vanno ben oltre i singoli mandati elettorali, e dai quali si esce solo pagando dazio. Una bella responsabilità nei confronti dei cittadini.
| Gaggiano e il Naviglio Grande |
![]() |
| L'arcipelago dell'Unione di Comuni "I Fontanili" |
Per questo il nostro Comitato intende intraprendere un percorso per informare i cittadini delle straordinarie opportunità che la legge nazionale e quella regionale offrono, chiedendo semplicemente di essere consultati in merito alla necessità e alla modalità per dare vita ad un Ente che – oltre ad essere percepito “culturalmente, storicamente e geograficamente come “reale”, e non di cartone – sia davvero meno costoso e più efficiente.
venerdì 5 luglio 2013
In vigore il nuovo Piano di Governo del Territorio
È formalmente in vigore dal 3 luglio scorso, data di pubblicazione sul Bollettino Ufficiale di Regione Lombardia, il nuovo Piano di Governo del Territorio (PGT) di Noviglio. Dal 1° gennaio per i comuni ritardatari ancora sprovvisti, a distanza di otto anni dal varo della Legge regionale lombarda 12/2005 per il governo del territorio, del nuovo strumento urbanistico (tra cui Noviglio), erano scattate le “norme di salvaguardia” e la perdita di efficacia del vecchio piano regolatore, con il conseguente blocco dell’attività edilizia.
Il nuovo Piano di Governo del Territorio, adottato il 26 luglio 2012 ed approvato il 23 marzo scorso con la Delibera di Consiglio n. 16, si compone di tre documenti: il Documento di Piano, cosiddetto “piano del sindaco”, di durata quinquennale, che sintetizza gli obiettivi strategici della pianificazione comunale di medio-lungo termine; il Piano delle Regole, che disciplina le modalità di intervento nelle varie zone del territorio, conformando l’uso del suolo a specifiche prescrizioni tecniche; il Piano dei Servizi, che mira ad “accompagnare” lo sviluppo edilizio ad un’adeguata dotazione di servizi.
In seguito dell’adozione del PGT in Consiglio comunale, anche il Comitato “Noi di Noviglio” ha voluto fornire la sua collaborazione al miglioramento dello strumento urbanistico, elaborando alcune puntuali proposte di modifiche ed integrazione ai tre documenti, che ha sottoposto all’Amministrazione nel mese di novembre 2012: molte di queste sono diventate parte integrante del Piano oggi in vigore.
Il Comitato continuerà a vigilare sull'attuazione del Piano - purtroppo ancora ben lontano dal poter essere annoverato come "a consumo di suolo zero" - e a collaborare con l'Amministrazione per risolvere le criticità ancora presenti nella disciplina urbanistica locale e per promuoverne il rinnovamento, a cominciare dal Regolamento edilizio, che richiederà un intervento di "manutenzione" a breve.
Il nuovo Piano di Governo del Territorio, adottato il 26 luglio 2012 ed approvato il 23 marzo scorso con la Delibera di Consiglio n. 16, si compone di tre documenti: il Documento di Piano, cosiddetto “piano del sindaco”, di durata quinquennale, che sintetizza gli obiettivi strategici della pianificazione comunale di medio-lungo termine; il Piano delle Regole, che disciplina le modalità di intervento nelle varie zone del territorio, conformando l’uso del suolo a specifiche prescrizioni tecniche; il Piano dei Servizi, che mira ad “accompagnare” lo sviluppo edilizio ad un’adeguata dotazione di servizi.
In seguito dell’adozione del PGT in Consiglio comunale, anche il Comitato “Noi di Noviglio” ha voluto fornire la sua collaborazione al miglioramento dello strumento urbanistico, elaborando alcune puntuali proposte di modifiche ed integrazione ai tre documenti, che ha sottoposto all’Amministrazione nel mese di novembre 2012: molte di queste sono diventate parte integrante del Piano oggi in vigore.
Di seguito, le proposte del Comitato presentate in data 19 novembre a firma di Luca Dallaserra (attuale segretario del Comitato), con le relative controdeduzioni fornite in sede di approvazione finale nel mese di marzo 2013.
1. TUTELA DELLE CASCINE - Per tutelare il patrimonio rurale delle cascine, si chiede di introdurre un limite massimo del 50% delle volumetrie esistenti da destinare ad uso diverso da quello agricolo o agrituristico, e di inibire la possibilità di ricorrere nei nuclei agricoli dismessi a incrementi volumetrici grazie alla perequazione. L’osservazione è stata accolta.
2. FONTANILI - Ai fini di meglio tutelare la naturalità dei fontanili, si chiede di ampliare la fascia di tutela a 50 a 100 metri attorno alla “testa”, con una fascia di rispetto per i primi 200 metri del tratto di derivazione. L’osservazione è stata respinta, limitandosi ad adeguarsi alle prescrizioni minime del Parco Sud.
3. COMMERCIO - Per favorire la competitività, la dotazione di servizi e l’occupazione sul territorio novigliese, si chiede di poter prevedere – esclusivamente nell’ambito dei piani urbanistici già previsti nel piano (a cominciare dall’area Medici) – la grande distribuzione commerciale, nel rispetto di condizioni prestazionali tecnologiche, energetiche e morfologiche. L’osservazione viene respinta, attribuendo alla Regione la competenza in materia; di fatto sarà impossibile sfruttare un’opportunità come una grande struttura di vendita sul nostro territorio, dove già sono previste funzioni industriali e uffici, se non previo un lungo processo di revisione del PGT.
4. NO BONUS VOLUMETRICI - Si rileva un errore materiale nelle norme tecniche del Piano delle Regole; si chiede inoltre di escludere la possibilità di ricorrere a meccanismo premiali e bonus volumetrici i piani attuativi riguardanti gli ambiti agricoli dismessi. L’osservazione viene accolta.
5. EDILIZIA SOCIALE PER I GIOVANI - Si chiede di meglio chiarire che il meccanismo di perequazione/compensazione consentito negli ambiti di trasformazione si applica anche ai piani attuativi. Inoltre, al fine di favorire la realizzazione di interventi che prevedano in forma integrata anche alloggi sociali per giovani e giovani coppie (edilizia convenzionata in vendita, locazione e con patto di futura vendita), si attribuisce una capacità edificatoria incrementale della volumetria consentita. L’osservazione è stata accolta.
6. TANGENZIALE OVEST DI SANTA CORINNA - Si chiede con forza lo stralcio del tracciato della Tangenziale Ovest di Santa Corinna, che distruggerebbe un habitat ecologico e faunistico di importanza strategica: l’opera è di per sé inutile, e l’esigenza di allontanare il tracciato dall’abitato rispetto a quello previsto dalla Provincia, facendolo ricadere nel bel mezzo di una rete ecologica di rilevanza primaria, assolutamente non condivisibile. L’osservazione viene respinta, ma di fatto un risultato è raggiunto: si modifica il tracciato, adottando quello della Provincia, che non devasta la rete ecologica mantenendosi più vicino all’abitato.
7. PROLUNGAMENTO VIA PERTINI - Si chiede inoltre l’immediato stralcio della previsione del collegamento, a Mairano, tra via Pertini e la strada comunale per Tavernasco: oltre a costituire un ulteriore elemento di separazione tra il centro abitato e l’area agricola, è certamente di dubbia utilità e trasformerebbe Via Pertini in una strada di scorrimento, con problemi di quiete e di sicurezza. L’osservazione è accolta (del resto, stessa richiesta è arrivata dal Parco Agricolo Sud Milano), ma in sede di approvazione viene ribadita l’intenzione di realizzare l’opera.
8. EDIFICI A ENERGIA ZERO - Si propone l’introduzione di modalità di incentivazione per chi realizza, laddove consentito dal piano, edifici a basso consumo energetico, attraverso un incremento della capacità edificatoria. L’osservazione è accolta.
9. CASTELLO DI MAIRANO - Si chiede che la porzione di edificio degli anni Cinquanta adiacente al complesso del Castello di Mairano, incongrua per epoca e stile venga classificato come “edificio accessorio estraneo al nucleo di antica formazione” invece che come “edificio di valore storico”. L’osservazione è respinta: pare che la sovrintendenza ritenga l’edificio meritevole di tutela.
10. PIANO ATTUATIVO MAIRANO PERTINI - Con riferimento al piano attuativo situato nella “mezzaluna” compresa tra Piazza Aldo Moro e la Strada Provinciale a Mairano, si fa rilevare la sua rilevanza ai fini della valorizzazione del borgo, e si ritiene pertanto di suggerire l’inserimento nel PGT di prescrizioni più dettagliate in merito alla sua attuazione. L’osservazione è respinta: si condividono i suggerimenti, ma non si vuole “ingessare” il piano attuativo.
11. PIANO ATTUATIVO MAIRANO PARROCCHIA - Si chiede lo stralcio del piano attuativo adiacente la sala parrocchiale a Mairano, di nuova introduzione rispetto al PRG, che prevede una significativa cubatura e comprometterebbe irreversibilmente l’integrità paesaggistica del borgo. L’osservazione viene respinta: si ritiene che l’edificazione all’ingresso del paese non comprometta il territorio.
12. TRASFORMAZIONE AREA MEDICI - L’ambito Medici a Santa Corinna è certamente un’area di concentrazione volumetrica ottimale per il nostro territorio, ma si chiede una ridefinizione delle prescrizioni del PGT per l’ambito di trasformazione: il rischio è di perdere un’imperdibile opportunità per sviluppare il territorio grazie a funzioni che generino sviluppo, servizi per i cittadini, occupazione per tanti Novigliesi, e soprattutto un’area urbana esteticamente gradevole e che i cittadini sentano propria. Per questo si chiede di prevedere, come funzione compatibile, anche la grande distribuzione commerciale; di limitare drasticamente la volumetria destinata a produttivo, ampliando quella per servizi commerciali e direzionali; classificare la parte produttiva come “area ecologicamente attrezzata”; prescrivere particolare cura per la configurazione del fronte edilizio lungo la Strada provinciale 30, curando l’inserimento del nuovo intervento nel contesto esistente. L’osservazione è stata respinta: vengono conservati i 50mila mq di produttivo e i 45mila di uffici e commercio, ma viene esclusa la grande distribuzione.
13. TRASFORMAZIONE AREA DISCOTECA - Si condivide la necessità della dismissione della Discoteca a Santa Corinna, ma si valuta negativamente il suo abbattimento per lasciare posto a nuova edificazione ad alta densità. Si chiede pertanto di ridurre la cubatura da realizzare, riutilizzare l’edificio esistente riconvertendolo a funzioni ricreative e servizi, rendendo inutile la costruzione di nuovi spazi per attività sociali. L’osservazione viene parzialmente accolta, ma in realtà no: vengono infatti confermati i nuovi volumi da costruire, l’abbattimento della discoteca, l’occupazione di suolo libero per realizzare i servizi.
14. RIUSO AREE DISMESSE - L’area “ex Medaglie Colombo” a Santa Corinna, già urbanizzata e oggi in avanzato stato di degrado e abbandono, può diventare un ambito di concentrazione volumetrica a livello comunale “assorbendo” la pressione edificatoria destinata ad altri comparti attraverso il trasferimento di diritti edificatori, per ridurre il consumo di suolo e l’edificazione su aree libere. Il PGT, invece, la considera una semplice zona industriale. L’osservazione è respinta: non si ritiene che inserire l’area in un ambito di trasformazione possa agevolarne la trasformazione.
15. MISURIAMO IL CONSUMO DI SUOLO - Nell’ottica di valorizzare la presenza del Parco Agricolo come principale risorsa per lo sviluppo del territorio novigliese, si chiede che il PGT recepisca nel suo quadro programmatico gli indirizzi della Provincia in merito alla misurazione e al monitoraggio del fenomeno del “consumo di suolo”, assumendoli come “principio guida”, e di conseguenza che il Rapporto Ambientale inserisca tra gli indicatori del PGT anche quelli relativi all’utilizzo di suolo agricolo: in un’ottica di “contabilità ambientale”, un’operazione di trasparenza che restituisce oggettività a valutazioni spesso affrettate e proclami. L’osservazione viene respinta con la seguente motivazione: “il PGT adottato non comporta consumo di suolo e pertanto il contenuto dell’osservazione è privo di rilievo”. Nostra replica: allora misuriamo se questo è vero! O comunque intendiamoci su che sistema di misurazione utilizzate per affermare che il PGT non prevede consumo di suolo. Noi ci abbiamo provato e presto forniremo la nostra interpretazione.
2. FONTANILI - Ai fini di meglio tutelare la naturalità dei fontanili, si chiede di ampliare la fascia di tutela a 50 a 100 metri attorno alla “testa”, con una fascia di rispetto per i primi 200 metri del tratto di derivazione. L’osservazione è stata respinta, limitandosi ad adeguarsi alle prescrizioni minime del Parco Sud.
3. COMMERCIO - Per favorire la competitività, la dotazione di servizi e l’occupazione sul territorio novigliese, si chiede di poter prevedere – esclusivamente nell’ambito dei piani urbanistici già previsti nel piano (a cominciare dall’area Medici) – la grande distribuzione commerciale, nel rispetto di condizioni prestazionali tecnologiche, energetiche e morfologiche. L’osservazione viene respinta, attribuendo alla Regione la competenza in materia; di fatto sarà impossibile sfruttare un’opportunità come una grande struttura di vendita sul nostro territorio, dove già sono previste funzioni industriali e uffici, se non previo un lungo processo di revisione del PGT.
4. NO BONUS VOLUMETRICI - Si rileva un errore materiale nelle norme tecniche del Piano delle Regole; si chiede inoltre di escludere la possibilità di ricorrere a meccanismo premiali e bonus volumetrici i piani attuativi riguardanti gli ambiti agricoli dismessi. L’osservazione viene accolta.
5. EDILIZIA SOCIALE PER I GIOVANI - Si chiede di meglio chiarire che il meccanismo di perequazione/compensazione consentito negli ambiti di trasformazione si applica anche ai piani attuativi. Inoltre, al fine di favorire la realizzazione di interventi che prevedano in forma integrata anche alloggi sociali per giovani e giovani coppie (edilizia convenzionata in vendita, locazione e con patto di futura vendita), si attribuisce una capacità edificatoria incrementale della volumetria consentita. L’osservazione è stata accolta.
6. TANGENZIALE OVEST DI SANTA CORINNA - Si chiede con forza lo stralcio del tracciato della Tangenziale Ovest di Santa Corinna, che distruggerebbe un habitat ecologico e faunistico di importanza strategica: l’opera è di per sé inutile, e l’esigenza di allontanare il tracciato dall’abitato rispetto a quello previsto dalla Provincia, facendolo ricadere nel bel mezzo di una rete ecologica di rilevanza primaria, assolutamente non condivisibile. L’osservazione viene respinta, ma di fatto un risultato è raggiunto: si modifica il tracciato, adottando quello della Provincia, che non devasta la rete ecologica mantenendosi più vicino all’abitato.
7. PROLUNGAMENTO VIA PERTINI - Si chiede inoltre l’immediato stralcio della previsione del collegamento, a Mairano, tra via Pertini e la strada comunale per Tavernasco: oltre a costituire un ulteriore elemento di separazione tra il centro abitato e l’area agricola, è certamente di dubbia utilità e trasformerebbe Via Pertini in una strada di scorrimento, con problemi di quiete e di sicurezza. L’osservazione è accolta (del resto, stessa richiesta è arrivata dal Parco Agricolo Sud Milano), ma in sede di approvazione viene ribadita l’intenzione di realizzare l’opera.
8. EDIFICI A ENERGIA ZERO - Si propone l’introduzione di modalità di incentivazione per chi realizza, laddove consentito dal piano, edifici a basso consumo energetico, attraverso un incremento della capacità edificatoria. L’osservazione è accolta.
9. CASTELLO DI MAIRANO - Si chiede che la porzione di edificio degli anni Cinquanta adiacente al complesso del Castello di Mairano, incongrua per epoca e stile venga classificato come “edificio accessorio estraneo al nucleo di antica formazione” invece che come “edificio di valore storico”. L’osservazione è respinta: pare che la sovrintendenza ritenga l’edificio meritevole di tutela.
10. PIANO ATTUATIVO MAIRANO PERTINI - Con riferimento al piano attuativo situato nella “mezzaluna” compresa tra Piazza Aldo Moro e la Strada Provinciale a Mairano, si fa rilevare la sua rilevanza ai fini della valorizzazione del borgo, e si ritiene pertanto di suggerire l’inserimento nel PGT di prescrizioni più dettagliate in merito alla sua attuazione. L’osservazione è respinta: si condividono i suggerimenti, ma non si vuole “ingessare” il piano attuativo.
11. PIANO ATTUATIVO MAIRANO PARROCCHIA - Si chiede lo stralcio del piano attuativo adiacente la sala parrocchiale a Mairano, di nuova introduzione rispetto al PRG, che prevede una significativa cubatura e comprometterebbe irreversibilmente l’integrità paesaggistica del borgo. L’osservazione viene respinta: si ritiene che l’edificazione all’ingresso del paese non comprometta il territorio.
12. TRASFORMAZIONE AREA MEDICI - L’ambito Medici a Santa Corinna è certamente un’area di concentrazione volumetrica ottimale per il nostro territorio, ma si chiede una ridefinizione delle prescrizioni del PGT per l’ambito di trasformazione: il rischio è di perdere un’imperdibile opportunità per sviluppare il territorio grazie a funzioni che generino sviluppo, servizi per i cittadini, occupazione per tanti Novigliesi, e soprattutto un’area urbana esteticamente gradevole e che i cittadini sentano propria. Per questo si chiede di prevedere, come funzione compatibile, anche la grande distribuzione commerciale; di limitare drasticamente la volumetria destinata a produttivo, ampliando quella per servizi commerciali e direzionali; classificare la parte produttiva come “area ecologicamente attrezzata”; prescrivere particolare cura per la configurazione del fronte edilizio lungo la Strada provinciale 30, curando l’inserimento del nuovo intervento nel contesto esistente. L’osservazione è stata respinta: vengono conservati i 50mila mq di produttivo e i 45mila di uffici e commercio, ma viene esclusa la grande distribuzione.
13. TRASFORMAZIONE AREA DISCOTECA - Si condivide la necessità della dismissione della Discoteca a Santa Corinna, ma si valuta negativamente il suo abbattimento per lasciare posto a nuova edificazione ad alta densità. Si chiede pertanto di ridurre la cubatura da realizzare, riutilizzare l’edificio esistente riconvertendolo a funzioni ricreative e servizi, rendendo inutile la costruzione di nuovi spazi per attività sociali. L’osservazione viene parzialmente accolta, ma in realtà no: vengono infatti confermati i nuovi volumi da costruire, l’abbattimento della discoteca, l’occupazione di suolo libero per realizzare i servizi.
14. RIUSO AREE DISMESSE - L’area “ex Medaglie Colombo” a Santa Corinna, già urbanizzata e oggi in avanzato stato di degrado e abbandono, può diventare un ambito di concentrazione volumetrica a livello comunale “assorbendo” la pressione edificatoria destinata ad altri comparti attraverso il trasferimento di diritti edificatori, per ridurre il consumo di suolo e l’edificazione su aree libere. Il PGT, invece, la considera una semplice zona industriale. L’osservazione è respinta: non si ritiene che inserire l’area in un ambito di trasformazione possa agevolarne la trasformazione.
15. MISURIAMO IL CONSUMO DI SUOLO - Nell’ottica di valorizzare la presenza del Parco Agricolo come principale risorsa per lo sviluppo del territorio novigliese, si chiede che il PGT recepisca nel suo quadro programmatico gli indirizzi della Provincia in merito alla misurazione e al monitoraggio del fenomeno del “consumo di suolo”, assumendoli come “principio guida”, e di conseguenza che il Rapporto Ambientale inserisca tra gli indicatori del PGT anche quelli relativi all’utilizzo di suolo agricolo: in un’ottica di “contabilità ambientale”, un’operazione di trasparenza che restituisce oggettività a valutazioni spesso affrettate e proclami. L’osservazione viene respinta con la seguente motivazione: “il PGT adottato non comporta consumo di suolo e pertanto il contenuto dell’osservazione è privo di rilievo”. Nostra replica: allora misuriamo se questo è vero! O comunque intendiamoci su che sistema di misurazione utilizzate per affermare che il PGT non prevede consumo di suolo. Noi ci abbiamo provato e presto forniremo la nostra interpretazione.
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