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sabato 26 luglio 2014

Palestra: falso allarme, o ci siamo quasi?

Gennaio 2013, aprile 2013, poi gennaio 2014, e ancora aprile 2014. Nonostante il 20 marzo scorso fosse stata approvata l’ennesima proroga al termine dei lavori al 30 aprile 2014, l’inaugurazione della nuova palestra con annesso (sottostante) refettorio presso il plesso scolastico di Noviglio non sembra ancora imminente. Ci auguriamo di cuore che possa avvenire entro l’inizio dell’anno scolastico venturo, onde evitare l’ulteriore protrarsi dei disagi per la popolazione scolastica.
Una cosa è certa: rimossi i ponteggi, la cittadinanza ha finalmente avuto modo di “toccare con mano” l’inserimento paesaggistico ed architettonico della struttura nel contesto del paese. Qualcuno, già all’epoca, definì l’ampliamento della scuola un eco-mostro: fatto sta che le scelte di materiali “di rottura” e controversi nello stesso ambiente accademico, come il costoso e "freddo" acciaio patinato usato con parsimonia persino a Berlino e Stoccolma, e di linee talmente contemporanee da risultare totalmente avulse da quelle tipiche dell’architettura rurale della Bassa Milanese, appare assai curiosa per chi si ispira a principi di salvaguardia e identità dei valori storici e culturali del territorio.
E altrettanto particolare risulta la decisione di investire una somma tanto importante per realizzare una palestra le cui dimensioni risulterebbero inidonee ad ospitare attività sportive agonistiche e a far crescere lo sport novigliese, e per di più – caso più unico che raro – non al piano terra bensì al primo piano di un edificio scolastico, sopra una sala mensa.
In attesa di assistere all’inaugurazione e fugare finalmente ogni dubbio almeno in merito alla funzionalità di questa struttura, dopo la lunga attesa, non possiamo che esprimere il nostro personale giudizio negativo sul piano della tutela dell’integrità architettonica del centro storico di Noviglio, augurandoci che in futuro si presti maggiore attenzione all'armonia degli interventi edilizi - soprattutto se pubblici - nel contesto rurale del nostro Comune. 

martedì 1 ottobre 2013

La nuova scuola pesca la carta degli “imprevisti” e riparte dal via

Ci siamo lasciati, prima della pausa estiva, prendendo atto dello slittamento dei tempi di consegna dell’ampliamento del plesso scolastico e manifestando l’auspicio che fosse l’ultimo atto di questa travagliata vicenda. Il 12 settembre, appena il tempo di dare il via a un altro anno scolastico “in cantiere”, la Giunta si è riunita per approvare la seconda perizia in variante e un “pacchetto” di interventi complementari alla realizzazione dell'opera (Deliberazione di Giunta n. 89 del 12 settembre 2013). Vale dunque la pena di ripercorrere per sommi capi cosa è successo.

A ottobre 2011, ormai quasi due anni fa, l’impresa esecutrice si aggiudica l’appalto con un ribasso d’asta del 38,74%, per un importo totale di 1.011.659,95 Euro. Il 1° dicembre cominciano i lavori. Trascorso poco meno di un anno, a novembre 2012 si decide di intervenire sulla tipologia strutturale dei solai, passando dal calcestruzzo armato previsto in sede di progetto, alle lastre in predalles. Per farlo, l’Amministrazione impegna l'intera somma che la legge consente di utilizzare per modifiche “motivate da obiettive esigenze derivanti da circostanze sopravvenute e imprevedibili”, nella misura del 5 per cento dell’importo dei lavori: 50.382,15 Euro, il tutto per ottenere un risultato (l’alleggerimento della struttura) forse prevedibile già in sede di progettazione iniziale. Nel frattempo, come noto, i lavori rallentano: il termine dei lavori, inizialmente fissato a gennaio 2013, slitta prima ad aprile 2013 e poi, a causa dei problemi finanziari dell’impresa esecutrice di cui abbiamo già parlato, a gennaio 2014.

Ed eccoci dunque alla recente Deliberazione 89. Il provvedimento della Giunta richiama una disposizione inserita nel Nuovo Regolamento Appalti (il D.P.R. 207/2010), che all’articolo 161 disciplina le cosiddette “variazioni ed addizioni al progetto approvato”, ricordando che in taluni casi, la stazione appaltante (in questo caso, il Comune) può ordinare all’impresa esecutrice una variazione dei lavori fino alla concorrenza di un quinto dell’importo dell’appalto. Vale la pena, però, di ricordare anche quali sono gli eventi che rendono giustificabile un aumento così consistente dei costi dell’opera, casi che sono disciplinati puntualmente dal già citato Codice dei Contratti (il D.Lgs. 163/2006). Primo: sono entrate in vigore nuove leggi che comportano delle modifiche all'opera; ad esempio, una norma sulla sicurezza in galleria che impone la realizzazione di un cunicolo di emergenza. Secondo: per cause “impreviste e imprevedibili” al momento della progettazione. Terzo: si sono verificati eventi che incidono sulla natura stessa del bene su cui si interviene, oppure sono state fatte delle scoperte imprevedibili; è il caso della scoperta di un affresco che era nascosto dall’intonaco e sconosciuto e che richiede un intervento specifico. Quarto: si assiste ad un’imprevedibile variazione dei costi del materiale o della manodopera, che rende necessaria la revisione del prezzo. Quinto, ed ultimo: la modifica si rende indispensabile a causa “di errori o di omissioni” nel progetto esecutivo, nel qual caso, naturalmente, i danni subiti sono a carico di chi ha sbagliato.

Vediamo dunque quali sono le opere oggetto di variante: pavimentazioni in masselli autobloccanti in sostituzione del grés porcellanato, un tamponamento perimetrale e uno in cartongesso sulle pareti interne della palestra, una modifica dell’impianto di riscaldamento, con riqualificazione di quello già esistente nel plesso, l’impianto di aerazione della cucina e quello di condizionamento della palestra. Ma anche la tinteggiatura delle pareti, interne ed esterne, e un doveroso adeguamento a disposizioni dettate dai Vigili del Fuoco. Risulta purtroppo difficile capire in quale casistica rientri il corposo elenco di interventi previsto dalla Delibera: quanto può essere “imprevista o imprevedibile” la tinteggiatura di un edificio, quale causa di forza maggiore può portare a preferire un massello autobloccante a una piastrella, quale nuova normativa impone di prevedere un impianto di aerazione in una cucina? O forse rientriamo nell’ultima casistica, e il progetto era semplicemente lacunoso?

Fatto sta che, dopo il primo aumento di 50.382,15 Euro del novembre 2012, con questa seconda perizia di variante l’importo dei valori cresce di ulteriori 143.407,37 Euro. A questo vanno poi aggiunte le cosiddette “opere complementari”, quali sistemazione del verde, pavimentazioni esterne, pluviali, ascensore e, di nuovo, tinteggiature interne ed esterne: altri 103.400,03 Euro netti. Aumento complessivo pari a 297.189,55 Euro (netti) rispetto all’importo iniziale di 1.011.659,95 Euro: +29,37%. Ora, di fronte a queste cifre, ci si può legittimamente interrogare su che senso abbia bandire una gara a 1,6 milioni di Euro di base d’asta (dove però apprendiamo che l’importo non tiene conto di elementari elementi di finitura e completamento), affidarla ad un'impresa a un milione di Euro con un ribasso del 38%, e poi, nell’arco di appena due anni, assistere alla crescita della spesa fino a 1,3 milioni di Euro? È forse un sistema che premia l’efficienza, la rapidità di esecuzione dell’appalto e la qualità dell’opera? Non ci sembra, a giudicare dai fatti.

A beneficio di verità, bisogna sottolineare che ci si trova in un quadro di sostanziale invarianza di spesa, nel senso che il piano finanziario chiude esattamente ai due milioni di Euro stabiliti in origine: ma vale la pena di ricordare che di questi due milioni, solo tre quarti sono finanziati con un mutuo, mentre il restante quarto con risorse proprie del Comune. L’incremento dell’importo dei lavori sta andando ad erodere le economie generate dal ribasso d’asta, con un potenziale aggravio dei costi reali a carico dei cittadini. Prendendo per buona la “tesi dell’imprevedibilità delle opere” quale motivo per operare tramite successive varianti in corso d'opera, crediamo che un idoneo indirizzo iniziale alla progettazione, in grado quantomeno di anticipare aspetti elementari, abbinato ad una più razionale gestione della fase di gara e della fase esecutiva da parte dell’Amministrazione in carica, avrebbe potuto portare ad una più efficiente allocazione delle risorse, e forse anche ad un minore ricorso all’indebitamento, con un probabile risparmio economico per il Comune.

Depositeremo una memoria in Comune nelle prossime ore, in attesa (anzi, nella speranza) di essere smentiti punto per punto, e che le nostre preoccupazioni risultino infondate. Ma lo faremo soprattutto per sincerarci che il Comune farà quanto in suo potere per limitare i disagi alla popolazione scolastica, e che la nuova proroga della fine dei lavori, la terza, sia effettivamente l'ultima. 

venerdì 5 luglio 2013

In vigore il nuovo Piano di Governo del Territorio

È formalmente in vigore dal 3 luglio scorso, data di pubblicazione sul Bollettino Ufficiale di Regione Lombardia, il nuovo Piano di Governo del Territorio (PGT) di Noviglio. Dal 1° gennaio per i comuni ritardatari ancora sprovvisti, a distanza di otto anni dal varo della Legge regionale lombarda 12/2005 per il governo del territorio, del nuovo strumento urbanistico (tra cui Noviglio), erano scattate le “norme di salvaguardia” e la perdita di efficacia del vecchio piano regolatore, con il conseguente blocco dell’attività edilizia.
Il nuovo Piano di Governo del Territorio, adottato il 26 luglio 2012 ed approvato il 23 marzo scorso con la Delibera di Consiglio n. 16, si compone di tre documenti: il Documento di Piano, cosiddetto “piano del sindaco”, di durata quinquennale, che sintetizza gli obiettivi strategici della pianificazione comunale di medio-lungo termine; il Piano delle Regole, che disciplina le modalità di intervento nelle varie zone del territorio, conformando l’uso del suolo a specifiche prescrizioni tecniche; il Piano dei Servizi, che mira ad “accompagnare” lo sviluppo edilizio ad un’adeguata dotazione di servizi.

In seguito dell’adozione del PGT in Consiglio comunale, anche il Comitato “Noi di Noviglio” ha voluto fornire la sua collaborazione al miglioramento dello strumento urbanistico, elaborando alcune puntuali proposte di modifiche ed integrazione ai tre documenti, che ha sottoposto all’Amministrazione nel mese di novembre 2012:  molte di queste sono diventate parte integrante del Piano oggi in vigore.
Il Comitato continuerà a vigilare sull'attuazione del Piano - purtroppo ancora ben lontano dal poter essere annoverato come "a consumo di suolo zero" - e a collaborare con l'Amministrazione per risolvere le criticità ancora presenti nella disciplina urbanistica locale e per promuoverne il rinnovamento, a cominciare dal Regolamento edilizio, che richiederà un intervento di "manutenzione" a breve.
Di seguito, le proposte del Comitato presentate in data 19 novembre a firma di Luca Dallaserra (attuale segretario del Comitato), con le relative controdeduzioni fornite in sede di approvazione finale nel mese di marzo 2013.


1. TUTELA DELLE CASCINE - Per tutelare il patrimonio rurale delle cascine, si chiede di introdurre un limite massimo del 50% delle volumetrie esistenti da destinare ad uso diverso da quello agricolo o agrituristico, e di inibire la possibilità di ricorrere nei nuclei agricoli dismessi a incrementi volumetrici grazie alla perequazione. L’osservazione è stata accolta.

2. FONTANILI - Ai fini di meglio tutelare la naturalità dei fontanili, si chiede di ampliare la fascia di tutela a 50 a 100 metri attorno alla “testa”, con una fascia di rispetto per i primi 200 metri del tratto di derivazione. L’osservazione è stata respinta, limitandosi ad adeguarsi alle prescrizioni minime del Parco Sud.

3. COMMERCIO - Per favorire la competitività, la dotazione di servizi e l’occupazione sul territorio novigliese, si chiede di poter prevedere – esclusivamente nell’ambito dei piani urbanistici già previsti nel piano (a cominciare dall’area Medici) – la grande distribuzione commerciale, nel rispetto di condizioni prestazionali tecnologiche, energetiche e morfologiche. L’osservazione viene respinta, attribuendo alla Regione la competenza in materia; di fatto sarà impossibile sfruttare un’opportunità come una grande struttura di vendita sul nostro territorio, dove già sono previste funzioni industriali e uffici, se non previo un lungo processo di revisione del PGT.

4. NO BONUS VOLUMETRICI - Si rileva un errore materiale nelle norme tecniche del Piano delle Regole; si chiede inoltre di escludere la possibilità di ricorrere a meccanismo premiali e bonus volumetrici i piani attuativi riguardanti gli ambiti agricoli dismessi. L’osservazione viene accolta.

5. EDILIZIA SOCIALE PER I GIOVANI - Si chiede di meglio chiarire che il meccanismo di perequazione/compensazione consentito negli ambiti di trasformazione si applica anche ai piani attuativi. Inoltre, al fine di favorire la realizzazione di interventi che prevedano in forma integrata anche alloggi sociali per giovani e giovani coppie (edilizia convenzionata in vendita, locazione e con patto di futura vendita), si attribuisce una capacità edificatoria incrementale della volumetria consentita. L’osservazione è stata accolta.

6. TANGENZIALE OVEST DI SANTA CORINNA - Si chiede con forza lo stralcio del tracciato della Tangenziale Ovest di Santa Corinna, che distruggerebbe un habitat ecologico e faunistico di importanza strategica: l’opera è di per sé inutile, e l’esigenza di allontanare il tracciato dall’abitato rispetto a quello previsto dalla Provincia, facendolo ricadere nel bel mezzo di una rete ecologica di rilevanza primaria, assolutamente non condivisibile. L’osservazione viene respinta, ma di fatto un risultato è raggiunto: si modifica il tracciato, adottando quello della Provincia, che non devasta la rete ecologica mantenendosi più vicino all’abitato.

7. PROLUNGAMENTO VIA PERTINI - Si chiede inoltre l’immediato stralcio della previsione del collegamento, a Mairano, tra via Pertini e la strada comunale per Tavernasco: oltre a costituire un ulteriore elemento di separazione tra il centro abitato e l’area agricola, è certamente di dubbia utilità e trasformerebbe Via Pertini in una strada di scorrimento, con problemi di quiete e di sicurezza. L’osservazione è accolta (del resto, stessa richiesta è arrivata dal Parco Agricolo Sud Milano), ma in sede di approvazione viene ribadita l’intenzione di realizzare l’opera.

8. EDIFICI A ENERGIA ZERO - Si propone l’introduzione di modalità di incentivazione per chi realizza, laddove consentito dal piano, edifici a basso consumo energetico, attraverso un incremento della capacità edificatoria. L’osservazione è accolta.

9. CASTELLO DI MAIRANO - Si chiede che la porzione di edificio degli anni Cinquanta adiacente al complesso del Castello di Mairano, incongrua per epoca e stile venga classificato come “edificio accessorio estraneo al nucleo di antica formazione” invece che come “edificio di valore storico”. L’osservazione è respinta: pare che la sovrintendenza ritenga l’edificio meritevole di tutela.

10. PIANO ATTUATIVO MAIRANO PERTINI - Con riferimento al piano attuativo situato nella “mezzaluna” compresa tra Piazza Aldo Moro e la Strada Provinciale a Mairano, si fa rilevare la sua rilevanza ai fini della valorizzazione del borgo, e si ritiene pertanto di suggerire l’inserimento nel PGT di prescrizioni più dettagliate in merito alla sua attuazione. L’osservazione è respinta: si condividono i suggerimenti, ma non si vuole “ingessare” il piano attuativo.

11. PIANO ATTUATIVO MAIRANO PARROCCHIA - Si chiede lo stralcio del piano attuativo adiacente la sala parrocchiale a Mairano, di nuova introduzione rispetto al PRG, che prevede una significativa cubatura e comprometterebbe irreversibilmente l’integrità paesaggistica del borgo. L’osservazione viene respinta: si ritiene che l’edificazione all’ingresso del paese non comprometta il territorio.

12. TRASFORMAZIONE AREA MEDICI - L’ambito Medici a Santa Corinna è certamente un’area di concentrazione volumetrica ottimale per il nostro territorio, ma si chiede una ridefinizione delle prescrizioni del PGT per l’ambito di trasformazione: il rischio è di perdere un’imperdibile opportunità per sviluppare il territorio grazie a funzioni che generino sviluppo, servizi per i cittadini, occupazione per tanti Novigliesi, e soprattutto un’area urbana esteticamente gradevole e che i cittadini sentano propria. Per questo si chiede di prevedere, come funzione compatibile, anche la grande distribuzione commerciale; di limitare drasticamente la volumetria destinata a produttivo, ampliando quella per servizi commerciali e direzionali; classificare la parte produttiva come “area ecologicamente attrezzata”; prescrivere particolare cura per la configurazione del fronte edilizio lungo la Strada provinciale 30, curando l’inserimento del nuovo intervento nel contesto esistente. L’osservazione è stata respinta: vengono conservati i 50mila mq di produttivo e i 45mila di uffici e commercio, ma viene esclusa la grande distribuzione.

13. TRASFORMAZIONE AREA DISCOTECA - Si condivide la necessità della dismissione della Discoteca a Santa Corinna, ma si valuta negativamente il suo abbattimento per lasciare posto a nuova edificazione ad alta densità. Si chiede pertanto di ridurre la cubatura da realizzare, riutilizzare l’edificio esistente riconvertendolo a funzioni ricreative e servizi, rendendo inutile la costruzione di nuovi spazi per attività sociali. L’osservazione viene parzialmente accolta, ma in realtà no: vengono infatti confermati i nuovi volumi da costruire, l’abbattimento della discoteca, l’occupazione di suolo libero per realizzare i servizi.

14. RIUSO AREE DISMESSE - L’area “ex Medaglie Colombo” a Santa Corinna, già urbanizzata e oggi in avanzato stato di degrado e abbandono, può diventare un ambito di concentrazione volumetrica a livello comunale “assorbendo” la pressione edificatoria destinata ad altri comparti attraverso il trasferimento di diritti edificatori, per ridurre il consumo di suolo e l’edificazione su aree libere. Il PGT, invece, la considera una semplice zona industriale. L’osservazione è respinta: non si ritiene che inserire l’area in un ambito di trasformazione possa agevolarne la trasformazione.

15. MISURIAMO IL CONSUMO DI SUOLO - Nell’ottica di valorizzare la presenza del Parco Agricolo come principale risorsa per lo sviluppo del territorio novigliese, si chiede che il PGT recepisca nel suo quadro programmatico gli indirizzi della Provincia in merito alla misurazione e al monitoraggio del fenomeno del “consumo di suolo”, assumendoli come “principio guida”, e di conseguenza che il Rapporto Ambientale inserisca tra gli indicatori del PGT anche quelli relativi all’utilizzo di suolo agricolo: in un’ottica di “contabilità ambientale”, un’operazione di trasparenza che restituisce oggettività a valutazioni spesso affrettate e proclami. L’osservazione viene respinta con la seguente motivazione: “il PGT adottato non comporta consumo di suolo e pertanto il contenuto dell’osservazione è privo di rilievo”. Nostra replica: allora misuriamo se questo è vero! O comunque intendiamoci su che sistema di misurazione utilizzate per affermare che il PGT non prevede consumo di suolo. Noi ci abbiamo provato e presto forniremo la nostra interpretazione.

Qual è la priorità per la sicurezza stradale sul territorio di Noviglio?

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